L’espressione “Luce spirituale” non è una metafora letteraria in quanto individua una Luce reale, così l'intesero San Giovanni, Agostino, Ildegarda di Bingen...

 

 

... È vero che O. M. Aïvanhov afferma «il mio Maestro è il Sole». Ma non è il Sole che vediamo in Cielo, ma il “Sole spirituale” di cui il Sole fisico è solo un fondamentale e benefico tramite (1).

Dunque, il Sole fisico non è Dio, ma un Suo significativo rappresentante (2).

Il riferimento solare dell’Insegnamento va, allora, posto in relazione allo “Sole spirituale” e alla Luce spirituale di cui parlano i Vangeli.

Non si tratta, quindi, di un culto solare come ha precisato lo stesso Aïvanhov: «fermarsi al Sole fisico come se fosse un idolo, significa ritornare alla mentalità dei primitivi, i quali adoravano le forze della natura» (3).

La Luce spirituale di cui parlano Aïvanhov e i mistici non è, quindi, la luce fisica creata il quarto giorno, secondo il racconto della Genesi, ma quella grazie alla quale il mondo è stato creato (4).

Un autorevole professore di fisica, D. Park, scrive che «quando San Giovanni dice che Dio è Luce, vera Luce, non si tratta di una metafora letteraria poiché non indica nient’altro che la pura verità, così l’intese San Giovanni […] anche Sant’Agostino, tre secoli dopo, quando afferma che «non si dice che Cristo è luce, così come lo si definisce come una roccia, poiché la prima affermazione è da prendersi alla lettera, mentre, la seconda è solo una figura del discorso» (5).

Sant’Agostino, in effetti, parla della Luce spirituale quale energia reale, in più occasioni:

• «i manichei non hanno un’idea della Luce in cui regnava Dio prima di creare la luce di questa Terra! Costoro infatti conoscono soltanto la luce che vedono con gli occhi del corpo. Noi al contrario dobbiamo comprendere ch’esiste un’altra Luce in cui abita Dio, dalla quale deriva la Luce di cui nel Vangelo si legge» (6);

• «questo Sole nascosto infonde quella Luce ai nostri occhi interiori» (7);

• «ignoravo che un’altra Luce doveva illuminarla [l’anima], se voleva godere della verità» (8).

Dunque, secondo Sant’Agostino, per citare un mistico molto conosciuto, vi è una Luce reale, portatrice di gioia e di pace, ancorché non sia visibile agli occhi fisici. Quando i mistici parlano di Luce, dunque, non impiegano una metafora o una immagine poetica.

 

Anche Hildegard von Bingen afferma: «vedo all’interno di questa luminosità un’altra luce, che chiamo “Luce Vivente”. Non so dire quando e come io la veda; ma, allorché la vedo, si allontanano da me tristezza e dolori» (9).

Anche nella prospettiva di Aïvanhov questa Luce è uno «Spirito vivente» (10).

Questa Luce non si esaurisce semplicemente in onde o vibrazioni, essa è una forza Intelligente, cosciente ed armoniosa.

La consapevolezza dell’esistenza di questa Luce spirituale è alla base della contemplazione del sorgere del Sole e della meditazione sulla luce (11).

 

Gli effetti della contemplazione e della meditazione al sorgere del Sole

 

Tra le energie idonee ad agire favorevolmente sul DNA dobbiamo annoverare anche la luce solare e ciò rileva ai fini della pratica della contemplazione del sorgere del Sole.


La scienza afferma che il Sole non trasmette soltanto energia, ma anche informazioni (48).

Si è osservato, a questo proposito, tra l’altro, che il Sole, «mediante la sua Luce, trasmette un’informazione che arriva fino alle nostre cellule: qui viene recepita dal nostro DNA che ha il compito di antenna ricetrasmittente […] riceve la luce, assimila le informazioni che contiene e le inoltra alle cellule del nostro corpo, guidando tutti i processi vitali» (49). La luce solare «contiene e trasmette un’informazione capace di cambiare la materia, la forza vitale, le emozioni e i pensieri» (50).

 

Il Sole, precisa il medico Norman Doidge, non si ferma alla pelle, ma entra nell’organismo umano, nel cervello e nelle singole cellule: «La luce solare influenza la struttura chimica del cervello, inducendo il rilascio di serotonina […]. Molecole differenti assorbono diverse lunghezze d’onda luminose e differenti […] le molecole fotosensibili non si trovano solo nella retina degli occhi […] ve ne sono altre […]. Rodopsina nella retina, emoglobina nei globuli rossi, mioglobina nei muscoli e soprattutto citocromi in tutte le cellule […]. I fotoni stimolano la produzione da parte dei citocromi (vettori di elettroni) di una molecola ATP simile a una batteria universale […] essa può fornire energia utilizzabile dal sistema immunitario per riparare le cellule» (51). Si può quindi affermare che la luce solare ha un suo linguaggio vero e proprio: «questo linguaggio è formato da un insieme di impulsi luminosi che si trasformano in differenti forme di energia: in materia (reazioni chimiche e fisiche), vitalità, emozioni, pensieri e idee, impressioni, percezioni, ecc. La luce così come nelle cellule, è presente anche nei pensieri e nelle emozioni e trasmette informazioni, diverse da individuo a individuo, capaci di regolare il nostro equilibrio e l’interazione con gli altri» (52).

Possiamo avere, si è sostenuto, anche trasformazioni coscienziali, se riusciamo ad entrare in contatto con il cuore della coscienza solare, cioè con l’Idea di una Vita impersonale e altruistica: «ogni volta che la coscienza umana si collega [alla evoluta coscienza del Sole] accede a specifiche frequenze che apportano un’informazione superiore riguardante la nostra evoluzione» (53).

 

Quanto fin qui succintamente riportato aiuta a comprendere alcune delle molteplici ragioni del posto fondamentale occupato nelle conferenze di Aïvanhov dalla nostra relazione interiore con il Sole, modello della Natura “Superiore” a cui, più volte, abbiamo fatto riferimento (54).

 

La «potenza vivificante del Sole» su cui anche Leonardo investigava (55), è, dunque, una fondamentale risorsa per la nostra vita non solo fisica ma anche psichica e mentale.

Ad esempio, lo scienziato C. R. Rossi, nel ricostruire la catena della Vita, afferma: «il mio Pensiero, la parola o la scrittura […] la musica, la pittura, l’arte sono espresse tramite il potenziale elettrochimico transmembrana neuronale che viene dalla luce del Sole […] le cellule, con la loro straordinaria e armonica complessità intesa a dare a noi la vita, parlano di Dio. La vita delle cellule: una piccola corrente elettrica dalla luce del Sole al pensiero. Guardo stupito. Ammirato, commosso» (10).

Ma se le cellule alimentate dal Sole ci parlano di Dio, occorre ammettere che il Sole, con la sua “potenza vivificante”, deve contenere, a maggior ragione, un Suo elevato messaggio a noi destinato: infatti, «de Te Altissimo porta significatione» affermava San Francesco di Assisi nel suo famoso Cantico (56). Ma noi non siamo interessati a ricercare questa “significatione”.

 

 

Il Sole non riceve le nostre attenzioni in quanto non lo riconosciamo come un essere vivente a causa del fatto che non ha piedi, mani, bocca, orecchie, od organi simili ai nostri (57).

E non consideriamo che è all’origine fisica di tutto ciò che vediamo, mangiamo, utilizziamo, etc. (58).

Dovremmo, allora, chiederci come può non essere ritenuta cosciente quella energia che, come sopra evidenziato, ci permette di pensare e di parlare. Per trovare una risposta, dovremmo sperimentare una rinnovata relazione interiore con il Sole e considerare la luce solare, viva e cosciente, e non soltanto come un flusso di fotoni o come una vibrazione fisica (59).

 

Anche lo scienziato Sheldrake riconosce che il sistema solare può essere cosciente: «Sì, certo, lo penso. E se un sistema come quello del Sole è cosciente, allora potrebbe avere anche delle aspettative, degli scopi» (60). Sulla possibilità di poter entrare in contatto, tramite il lavoro su se stessi, con queste forme di coscienza superiore, come per esempio quella del Sole, questo scienziato sostiene: «Io penso che tutto il sistema solare sia sotto l’influenza del Sole, come credo tutti sappiano […]. Quindi se il Sole è in realtà cosciente, la sua coscienza pervade completamente tutto il sistema solare. La nostra coscienza […] tutto vive immerso nella coscienza del Sole. In questo senso siamo strettamente connessi» (61).

Questo scienziato, ancora, afferma: «rispetto alla coscienza delle stelle e dei corpi celesti, penso che siamo nella stessa posizione dell’astronomia. Non possiamo fare esperimenti sul Sole o sulla galassia, o su altre galassie. Possiamo solo osservarle, e imparare da ciò che osserviamo. Ma se c’è una coscienza del Sole, dovrebbe essere un po’ più facile, perché potrebbe essere qualcosa con cui possiamo interagire. Dovremmo essere in grado d’interagire con essa attraverso la nostra coscienza piuttosto che con degli strumenti fisici. Dall’elettroencefalogramma, dall’elettrocardiogramma e da cose del genere, potrei imparare molto di ciò che accade nel tuo corpo, tuttavia non potrei sapere che cosa accade nella tua coscienza. Il solo modo di scoprirlo sarebbe incontrarti, stare insieme, parlarti, entrare in empatia, o quale che sia. Quindi, la stessa cosa si dovrebbe applicare alla coscienza del Sole o delle galassie o degli esseri celesti. Se cominciamo a comunicare con loro, lo faremo attraverso e secondo i significati della nostra stessa coscienza» (62).

Ma per sperimentare una relazione cosciente con il Sole non è sufficiente esporsi passivamente al Sole: «sapersi esporre alla luce del Sole non vuol dire semplicemente addormentarsi o rilassarsi sotto i suoi raggi […]. La luce porta un’informazione di vita, ma è necessario essere in grado di sintonizzarsi sulla sua frequenza per poter beneficiare appieno delle sue risorse. […]. Molte persone sono sicure che sia una tecnica particolare a fare la differenza, dimenticandosi che senza la corretta attitudine interiore nessun metodo sarà in grado di risolverci la vita. Sin dagli anni Cinquanta sono stati condotti numerosi esperimenti che hanno dimostrato come lo sperimentatore influenzi spesso l’andamento dell’esperimento. Il risultato è quindi influenzato dall’informazione prodotta da chi conduce l’esperimento. Queste scoperte sono collegate a un fatto assolutamente naturale e osservabile nel quotidiano: […]. Può capitare di dare un consiglio a qualcuno senza che le parole dette producano alcun effetto, mentre le stesse parole dette a un’altra persona vengono accolte e producono effetti incisivi. La prima persona non era in grado di comprendere, era chiusa, non reagiva in nessun modo. Poche parole, a volte le stesse, dette a un’altra persona stimolano la sua energia e la capacità di comprendere e accettare quel messaggio. La persona capisce e cambia. La quantità, la qualità e il messaggio della luce che proiettiamo, influenza l’interazione e la realtà che ci circonda» (63).

 

Nell’Insegnamento di Aïvanhov, si assiste al levar del Sole (pratica introdotta dal Maestro Deunov in Bulgaria), durante la primavera e per tutta l’estate. Si fa un lavoro interiore preparatorio per mettersi in stato da captare i raggi del Sole al momento in cui appaiono all’orizzonte, perché è in quel momento che le energie sono più sottili, più calmanti per il sistema nervoso, più luminose per il nostro Spirito, più vive per la nostra salute (64).

Guardando il Sole e meditando, «ci si bagna nella sua aura e ci si nutre della sua luce, nella meraviglia. Avvolti dai suoi raggi, ci sente vivi, riscaldati, vivificati, purificati e ci si libra nello spazio come se avessimo le ali» (65).

In numerose conferenze Aïvanhov si sofferma sugli esercizi idonei a risvegliare il nostro Sé superiore tramite la luce in occasione della contemplazione del sorgere del Sole: «vedere il levar del Sole è di una importanza capitale. Ma tutto dipende dal modo di guardarlo e di pensare. Bisogna innanzitutto conoscere il valore dell’aurora per la nostra vita psichica. In seguito perseverare, poiché non si otterranno subito grandi risultati. La nostra coscienza sa generalmente elevarsi fino alla coscienza di sé e non riesce a salire fino alla Supercoscienza. Bisogna dunque prepararla a questa ascensione» (66).

La giusta attitudine interiore, afferma Aïvanhov, consiste nel «ricevere la luce del Sole come si riceve l’aria, l’acqua e il cibo» cioè «mangiare, bere, respirare e assorbire i raggi del Sole con amore» (67).

La contemplazione al sorgere del Sole e la meditazione sulla luce possono apportare, effettivamente, profondi cambiamenti nella nostra riprogettazione della vita, in quanto possono agevolare la connessione con la nostra Natura superiore, con il nostro Sé divino. Ciò è possibile in quanto, spiritualmente parlando, la nostra natura Divina ha natura solare, cioè vive già nella Luce spirituale (68). Ma è necessario ribadire che i benefici coscienziali e spirituali dei quali parliamo non sono connessi alla luce fisica che vediamo con gli occhi, ma alla Luce spirituale intesa quale luce reale composta da una materia più sottile, da cui si è originata la luce visibile (69).

La luce visibile, afferma Deunov, è soltanto la parte esterna, «un riflesso di altre energie di un ordine più elevato […]. I vizi e le malattie provengono dalla carenza di Luce spirituale» (70).

La luce solare fisica è soltanto il tramite di questa Luce più sottile che pervade tutto l’Universo. Il Sole fisico «che noi vediamo rappresenta per noi una traccia, un testimone grazie al quale possiamo trovare il Sole cosmico […] non basta dunque fermarsi all’aspetto fisico del Sole, come fanno gli astronomi» (71).

Quando guardiamo il Sole, spiega Aïvanhov, «non è lui che adoriamo, per quanto sia il trasmettitore della vita e di tutte le forze necessarie agli uomini e alla Terra […], ma l’Essere intelligente che è dietro lui» (72).

Dobbiamo cercare lo Spirito del Sole e identificarci con Lui, come ha fatto Gesù; ecco perché Egli ha potuto dire: «Io sono la Luce del mondo» (73).

L’espressione “Luce spirituale” deve essere, quindi, correlata non a una metafora, ma a una luce reale con la quale è stato costruito il mondo (74). Questa è la luce che occorre apprendere a captare, giacché essa è legata intimamente alla nostra Natura divina e ci consente per tale motivo l’identificazione con la nostra Supercoscienza (75). Non a caso «in bulgaro, per esempio, le parole svet (santo) e svetost (santità) hanno la stessa radice della parola luce: “svetlina”. La santità è dunque una qualità della luce» (76).

Lungi dall’essere manifestazione di una concezione panteista, la contemplazione del sorgere del Sole esprime il profondo desiderio di cogliere quell’Alta Significatione, al fine di portarla nella nostra esistenza quotidiana: tramite il Sole possiamo «svilupparci, armonizzarci, mettere in attività i chakra e unirci a Dio, fine supremo di tutti gli yoga» (77).

La contemplazione al sorgere del Sole valorizza le proprietà benefiche della luce solare visibile e le proprietà trasformatrici della Luce spirituale. Il fatto che nel passato il Sole sia stato oggetto, talvolta, di culto fine a se stesso, non è un motivo intelligente per rifiutarne oggi il suo valore sapienziale, soprattutto, nel quadro della cosmologia “vivente e vitale” quale quella, ad esempio, recepita dalla Carta della Terra (78).

 

Il timore di legittimare antichi culti ci ha, talvolta, indotti nell’errore di porre nell’ombra la ricchezza della Natura, affettiva e cognitiva, della quale abbiamo bisogno per il nostro sviluppo etico. Il Sole con il quale siamo già naturalmente connessi nella comune Rete della Vita (15), può risvegliare in noi la nostra natura solare, il nostro Sé superiore, la nostra Supercoscienza.

 

Riprendere i contatti vivi con la Natura, entrare in relazione con i suoi “Significati”, contemplarne la bellezza e la purezza, può solo renderci uomini migliori e può spingerci non verso il culto delle forze o la liberazione degli istinti, ma, al contrario, a esprimere la nostra vera Natura empatica e fraterna, in sintonia anche con la “Significatione” oblativa del Sole: il Sole dona a tutti, senza distinzioni, in modo disinteressato e impersonale luce, calore ed energia per vivere.

A ben vedere, ciascuno di noi può essere, anche su scala ridotta, come il Sole: quando riusciamo, in modo disinteressato e impersonale, a portare chiarezza nelle intelligenze altrui, a riscaldarne il cuore, a stimolarne la volontà verso attività buone, ragionevoli e costruttive, siamo anche noi come un piccolo Sole! (79).

 

Estratto da Bruno E. G. Fuoco, La Via Luminosa nella Vita Quotidiana secondo l’Opera di Omraam Mikhaël Aïvanhov, Stella Mattutina Edizioni, Collana Universitaria Athena, 2017.

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1) O. M. Aïvanhov, Per diventare un libro vivente, Elementi autobiografici I, Prosveta Edizioni, 2011, p.268.

2) O. M. Aïvanhov, Conférence 21 novembre 1965, Éditions Prosveta. Idem, Conférence 29 julliet 1960, Éditions Prosveta. «Il Sole è per noi la migliore rappresentazione di Dio, ma per impregnarvi di questa verità, avete tutto un lavoro interiore da realizzare con la sua immagine. Potete infatti guardare il Sole per anni e anni, ma finché non sentirete che vibra, irradia e palpita dentro di voi, esso vi rimarrà estraneo… verrete riscaldati e vivificati un po’, e riceverete qualche caloria, qualche “vitamina”. Tutto qui. Attraverso il Sole fisico, dovete sforzarvi di trovare quel Sole interiore che è il segno che la Divinità abita in voi; ed è così che un giorno non avrete più bisogno di alcun intermediario tra voi e Dio, neppure del Sole: sarà in voi stessi, nel vostro Sole interiore, che Lo troverete” O. M. Aïvanhov, Pensieri Quotidiani, 27 agosto 2007, Prosveta Edizioni.

3) O. M. Aïvanhov, Pensieri Quotidiani, 19 maggio 2008, Prosveta Edizioni.

4) «Il primo giorno Dio creò la luce […] Il quarto giorno creò il Sole, la Luna e le stelle. Dato che per noi la luce viene dal Sole e dagli astri, ci si chiede come Dio abbia potuto crearli dopo la luce. Ebbene, significa semplicemente che la luce che Egli ha creato il primo giorno non è affatto la luce visibile che viene dai corpi celesti» così O. M. Aïvanhov, Nuova luce sui Vangeli, Prosveta Edizioni. Non a caso, «alcune lingue hanno due vocaboli per definire la luce. In bulgaro, per esempio, esiste la parola svetlina che è la luce fisica, quella che possiamo vedere, e videlina, la luce spirituale, la luce primordiale, quella che Dio creò in principio, quando disse: “Che la luce sia!”. Fu soltanto al quarto giorno, quando Dio creò il Sole, la Luna e le stelle che apparve svetlina. Svetlina è la manifestazione visibile di videlina. Il Sole, che in realtà non è quella sfera di fuoco che gli uomini immaginano, ma un’entità vivente dotata di coscienza, riceve la luce sottile (videlina) trasformandola in luce visibile (svetlina) grazie alla quale esso illumina l’Universo» (Idem, Pensieri Quotidiani, 13 settembre 2006). Cfr. O. M. Aïvanhov, cap. “Luce visibile e luce invisibile” in Le porte dell’invisibile, cit.

5) D. Park, Natura e significato della luce, Princeton University, 1997, p.96.

6) S’Agostino, La Genesi, difesa contro i Manichei, libro primo, 3. 6.

7) S’Agostino, De beata vita, 4, 35.

8) S’Agostino, Le Confessioni, IV, 15, 25.

9) A. H. King e Lenzmeier, Ildegarda di Bingen. La vita e l’opera, Gribaudi, 2004, p.226.

10) O. M. Aïvanhov, Luce spirito vivente, Prosveta Edizioni.

11) O. M. Aïvanhov, Meditazioni al sorgere del Sole, Prosveta Edizioni

(...)

48) N. Doidge, Le Guarigioni del Cervello, cit., pp.190-192. Sul concetto di “informazione” in Natura e nell’Universo, cfr. E. Laszlo, Il senso ritrovato, Springer, 2013, p.3.

49) D. Lumera, Codice della Luce. Nutrirsi e guarire con il Sole, Anima edizioni, pp. 57 e 29.

50) Ivi, p.30. Osserva questo Autore che «la luce artificiale è priva dell’ultravioletto e ha molte frequenze distorte; quindi essere esposto a questa luce per lunghi periodi, sostituendola a quella solare, può provocare disequilibri a vari livelli. Queste alterazioni sembrano essere create da uno stile di vita “poco luminoso” e molte persone cercano di porvi rimedio con farmaci e cure chimiche, quando invece potrebbe essere svolta un’azione preventiva o curativa mediante la corretta esposizione alla luce solare», ivi, p.26 e ss.

51) N. Doidge, Le Guarigioni del Cervello, cit., pp.190-192. Sulla capacità della luce solare di stimolare l’attività del sistema immunitario, con un meccanismo differente da quello con cui permette la produzione della vitamina D, cfr. i lavori di un gruppo di ricercatori del Georgetown University Medical Center, su “Nature Scientific Reports”, 20 dicembre 2016, www.nature.com.

52) D. Lumera, Il codice della Luce, cit., p.96.

53) Ivi, p.29.

54) Sul Sole fisico e sul Sole spirituale, nonché sui metodi spirituali e relativi benefici, rinviamo a O. M. Aïvanhov, Lo yoga del Sole, cit.; Idem, Meditazioni al Sorgere del Sole, cit.

55) F. Capra, L’anima di Leonardo, Rizzoli, p.326. Leonardo da Vinci aveva riconosciuto che «l’energia che guida i cicli biologici di crescita e rinnovamento, vita e morte, proviene dal Sole. I cicli della vita nel mondo naturale e la potenza vivificante del Sole furono le fondamentali caratteristiche della vita che Leonardo osservò e studiò», ibidem.

56) Peraltro, anche Filone Alessandrino aveva scritto che tutte le opere che ci circondano sono anche poemi e messaggi per l’umanità, cfr. G. Ravasi, Il canto del duplice Sole in L’incontro, Mondadori, 2013. Nei testi sacri è presente l’idea della “Natura” depositaria di significati. Certamente, questa presenza divina nella Natura non significa identità panteistica tra Creato e Creatore. Ci ricorda Ravasi: «nel Salmo 19 dedicato al Creato è il Sole che, come un atleta o un eroe gagliardo, corre la sua orbita quotidiana divenendo quasi un araldo del suo Creatore», in L’armonia della Creazione nella Scrittura, Convegno Nazionale “Costruire bene per vivere meglio”, Roma, aprile 2008.

57) O. M. Aïvanhov, Conférence 10 avril 1943, Éditions Prosveta.

58) Ibidem.

59) O. M. Aïvanhov, La Luce Spirito vivente, cit.

60) Intervista di V. Gambino a R. Sheldrake sui campi morfici, www.innernet.it.

61) Cfr. Ibidem. «Con la teoria di Gaia, io vedo la Terra e la vita che la abita come un solo sistema, che ha la capacità di regolare la temperatura e la composizione della superficie terrestre e di mantenerle adatte alla sopravvivenza degli organismi viventi. L’autoregolazione del sistema è un processo attivo, sostenuto dall’energia fornita dalla luce solare», F. Capra, La rete della vita, cit., pp. 45-46.

62) Cfr. intervista di Hal Blacker a R. Sheldrake, www.innernet.it.

63) D. Lumera, Il codice della Luce, cit., p.51.

64) O. M. Aïvanhov, Conférence 5 avril 1947, Éditions Prosveta.

65) Ibidem.

66) O. M. Aïvanhov, Conférence 21 avril 1941, Éditions Prosveta. Afferma Aïvanhov: «Quando saprete guardare il Sole con il pensiero libero, sentirete che entrate in contatto con lui, con il suo spirito e che assorbite i suoi raggi come se fossero tanti germi di vita. Quando cominciate a respirare e a bere la vita del Sole, tutto cambia: la vostra anima si apre, una sorgente zampilla e voi vi impregnate dello splendore dell’alba. Qualcosa della pura luce nella quale vi bagnate penetra poco a poco in voi, e desiderate diffondere ovunque queste benedizioni affinché tutti gli esseri gustino la stessa felicità» O. M. Aïvanhov, Pensieri Quotidiani, 15 maggio 2002, Prosveta Edizioni.

67) O. M. Aïvanhov , Pensieri Quotidiani, 8 settembre 2007, Prosveta Edizioni.

68) O. M. Aïvanhov, capp. III (Il nostro Sé superiore dimora nel Sole) e IV (Il Sole fa germogliare in noi i semi deposti dal Creatore) in Lo yoga del Sole, cit.

69) O. M. Aïvanhov, cap. VIII (Luce visibile e luce invisibile: svetlina e videlina) in Le porte dell’invisibile, cit. «Proprio l’aspetto spirituale vorrei farvi conoscere, che cosa rappresenta il Sole, che cosa rappresentano i suoi raggi […]. Come svilupparsi spiritualmente mediante la conoscenza e la pratica del Sole, imparando a guardarlo, a contemplarlo, a penetrare in lui […]. Il Sole è l’origine e il padre di tutte le cose, ne è la causa prima; la Terra e gli altri pianeti derivano da lui, è lui che li ha generati. Ed è per questo che la Terra contiene gli stessi elementi del Sole, ma allo stato solido, condensato. I minerali, i metalli, le pietre preziose, le piante, i gas, i corpi sottili o densi che si trovano nel suolo, nell’acqua, nell’aria e nel piano eterico della Terra provengono dal Sole. Quindi, le medicine, ottenute partendo da sostanze minerali o vegetali, derivano dal Sole […]. Proprio così, tutti i farmaci, tutte le quintessenze che la chimica è riuscita a estrarre e a elaborare, vengono dal Sole. Capirete quindi quale visione si apra al discepolo e come, concentrandosi sul Sole, egli possa appropriarsi e captare nella loro purezza originaria gli elementi necessari al suo equilibrio e alla sua salute», cap. I, Lo yoga del Sole, cit.

70) P. Deunov, Grain de blé, n. 30/1965, pp. 2-3,

71) O. M. Aïvanhov , Pensieri Quotidiani, 9 aprile 2007, Prosveta Edizioni.

72) O. M. Aïvanhov, Conférence 5 avril 1947, Éditions Prosveta; Idem, cap. XV (Il Sole è a immagine e somiglianza di Dio) in Lo yoga del Sole, cit.

73) O. M. Aïvanhov, Pensieri Quotidiani, 9 aprile 2007, Prosveta Edizioni.

74) O. M. Aïvanhov, cap. V (La creazione del mondo e la teoria delle emanazioni) in I Frutti dell’Albero della Vita, cit.

75) O. M. Aïvanhov, capp. II (Come captare gli elementi eterici contenuti nel Sole) e IV (Il Sole fa germogliare in noi i semi deposti dal Creatore) in Lo yoga del Sole, cit.

76) O. M. Aïvanhov , Pensieri Quotidiani, 20 febbraio 2010, Prosveta Edizioni.

77) O. M. Aïvanhov, Conférence 25 septembre 1954, Éditions Prosveta.

78) L. Boff e M. Hathaway, op. cit., p.508 e ss.

79) O. M. Aïvanhov, Conférence 5 septembre 1954, Éditions Prosveta

 

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